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Numeri precedenti della rivista Segugi & Segugisti

Indirizzi tecnici


SEGUGISTA,

 

Non ascoltare chi Ti dice che la caccia per specie risolve i nostri problemi.


Ricordati che la caccia per specie Ti chiude in casa, Ti isola all'interno del mondo venatorio, Ti impedisce esperienze diverse e così di partecipare alla gestione della caccia in genere, che presuppone conoscenze ed esperienze faunistiche non corporative.
“Segugi e Segugisti” vuole una cosa diversa e cioè che la lepre venga cacciata solo con il segugio
.

 

Non ascoltare chi Ti dice che i piani di abbattimento salvano la lepre.


Ricordati che ove sono in vigore i piani di abbattimento della lepre la caccia si chiude a fine ottobre e le lepri non crescono mai di numero; lo riprova il fatto che i piani di abbattimento vengono riproposti ogni anno.
La lepre, di principio, si deve poter cacciare per l'intero periodo in cui la sua caccia è consentita; in caso di situazioni negative contingenti, nulla vieta che si possa contenere il numero dei capi riservati annualmente ad ogni cacciatore o il numero delle uscite settimanali riservate alla sua caccia.
La lepre si conserva operando nel territorio, intervenendo nelle variabili che limitano il suo sviluppo naturale (predatori, bracconaggio, ambiente degradato, ecc.), facendo ricorso, quando vi è necessità di ripopolamento, ad animali di assoluta qualità venatoria.

 

Non ascoltare chi Ti dice che non bisogna o non è necessario periodicamente rinsanguare anche una popolazione di lepri.


Il periodico rinsanguamento con animali catturati in ambienti similari rivitalizza il gruppo, così come  rivitalizza il gruppo l'esercizio della caccia.
Nei parchi la lepre sta scomparendo a riprova dei nostri assunti.
Gli interventi di ripopolamento dovranno, invece, essere mirati a riequilibrare, per quanto possibile, la densità ed i rapporti tra i sessi, quando, per ragioni diverse, caccia compresa, fossero divenuti squilibrati.

 

Non ascoltare chi Ti propone recinti per allevare lepri in cattività o chi Ti propone lepri di recinto o di gabbia.


A differenza d'altri, la lepre a noi segugisti interessa non per la carne ma per il suo comportamento e la sua usta; solo quelle a sviluppo naturale garantiscono comportamenti tipici e si muovono lasciando usta vera.
Lasciamo ad altri i surrogati.

 

Non ascoltare chi Ti dice che le lepri di cattura dell'Est Europeo, (quando vi è necessità di ricorrere ad esse per rinsanguare o ripopolare), sono ammalate o non figliano.


Ricordati che le lepri di cattura dell'Est Europeo hanno capacità riproduttive e qualità venatorie difficilmente raggiungibili da quelle offerte dalle nostre risorse.
Coloro che tanto disconoscono, appartengono, guarda caso, alla categoria di chi ci vorrebbe esclusi dal mondo venatorio, di chi predica i piani di abbattimento, di chi non vuol saperne di riequilibrare il numero dei predatori.
Vien da chiedersi se costoro siano capaci di distinguere queste lepri da quelle che a volte rifilano loro commercianti di poco scrupolo, se conoscano l'etologia di questo animale, se conoscano la sua usta, se lo abbiano cacciato e non sparato o ucciso in battuta.

 

Non ascoltare chi Ti chiede delega nella gestione della lepre.


La lepre interessa soprattutto a noi e quindi dobbiamo essere noi a farci carico, in prima persona, della sua gestione, mettendo a posti di responsabilità i nostri migliori uomini.

 

Non ascoltare coloro che Ti dicono che i ripopolamenti ed i rinsanguamenti si devono fare quando ogni forma di caccia è chiusa perchè si evitano atti di bracconaggio o vandalismo.


Ricorda sempre che la figliata di febbraio è quella che in genere rifiglia ad agosto e che nell'economia generale i risultati compensano le eventuali perdite.
Per questo ripopolamenti e rinsanguamenti si devono fare a dicembre.

 

Non ascoltare coloro che Ti propongono recinti per l'addestramento del tuo cucciolo.


Se non hai spazi aperti addestralo sul terreno di caccia; non tutte le regioni sono pronte ad avere la legge sul cucciolo che siamo riusciti a far approvare in Lombardia.

 

Non ascoltare chi Ti dice che non è possibile rapporto alcuno con coloro che praticano la caccia di selezione.


Non essere intollerante, ci sono realtà in cui la collaborazione c'è ed è positiva, c'è reciproco rispetto.
Le nostre prove di lavoro in zone Alpi hanno fatto ricredere molti.
A queste realtà bisogna fare riferimento se vogliamo crescere.
Ricordati che dalla nostra abbiamo il diffondersi del cespugliato e della macchia e nessuno può prescindere dal nostro rapporto col territorio e dalle nostre conoscenze conseguenti.

 

Non ascoltare coloro che Ti dicono che per cacciare da soli con la muta non c'è altro modo che subire l'esame di sua idoneità (brevetto di muta)


Ribellati a questo luogo comune, fa appello ai valori del nostro movimento: la muta sarà così un diritto e non una elargizione, ci siamo già riusciti!


Segugista attieniti a questi indirizzi, il tempo Ti darà ragione.

 

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